Corleone, 2 gennaio 1914 — 10 marzo 1948

Placido Rizzotto

Aveva 34 anni. Organizzava i contadini, occupava i feudi, sfidava la mafia a viso aperto.
La sera del 10 marzo 1948 lo aspettarono fuori da una riunione sindacale
e lo buttarono in una foiba. Il suo corpo non fu trovato per sessantun anni.

«La terra a chi la lavora.» — Battaglia dei braccianti siciliani, anni ’40

Un uomo contro il potere mafioso

Monumento a Placido Rizzotto in piazza a Corleone

Monumento a Placido Rizzotto, Corleone.

Placido Rizzotto nacque a Corleone il 2 gennaio 1914, primo di sette figli. Dopo un'infanzia segnata dalla povertà e dalla perdita precoce della madre, combatté come partigiano nelle Brigate Garibaldi sui monti della Carnia. Tornato in Sicilia, divenne segretario della Camera del Lavoro di Corleone e guida delle lotte bracciantili per l'applicazione dei Decreti Gullo: le terre incolte dei latifondi ai contadini.

Questa sfida lo portò in rotta di collisione con il capomafia Michele Navarra e con il giovane Luciano Liggio. Durante una rissa in piazza, Rizzotto affrontò Liggio a mani nude e lo appese per il bavero all'inferriata della villa comunale. Un'umiliazione pubblica che Liggio non dimenticò mai. La sera del 10 marzo 1948, fu rapito, ucciso e gettato in una foiba sul monte Rocca Busambra. Aveva 34 anni.

I suoi resti furono ritrovati solo nel 2009 e identificati con certezza scientifica nel 2012. Il 24 maggio dello stesso anno, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano presenziò ai suoi funerali di Stato a Corleone.

Il giornalista Pippo Fava racconta Placido Rizzotto — video AccasFilm (2013).

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La Storia

Le radici nel latifondo siciliano, la Resistenza partigiana, l'attivismo sindacale e la lotta per la riforma agraria.

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L'omicidio del 10 marzo 1948, le indagini di Carlo Alberto Dalla Chiesa, i processi, le assoluzioni e il ritrovamento dei resti.

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I funerali di Stato, la cooperativa Libera Terra, l'Osservatorio sul caporalato e la memoria viva.

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Il Contesto

La mafia di Corleone, Michele Navarra, l'ascesa di Liggio e il clima di terrore in cui Rizzotto scelse di combattere.

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Occupazione delle terre incolte in Sicilia, 1949–1950
Corteo di braccianti siciliani, anni '40

© foto di Mario Midulla

Le date chiave

1914

Nasce a Corleone

2 gennaio. Primo di sette figli di Carmelo Rizzotto e Giovanna Moschitta.

1943

Partigiano nelle Brigate Garibaldi

Dopo l'armistizio dell'8 settembre, si unisce alla Resistenza in Friuli-Venezia Giulia.

1947

Segretario della Camera del Lavoro

Ottobre: eletto segretario a Corleone. Organizza l'occupazione dei feudi e le lotte bracciantili.

1948

Il rapimento e l'omicidio

10 marzo: rapito da Luciano Liggio su mandato di Michele Navarra. Gettato in una foiba a Rocca Busambra.

1952

Assoluzione degli imputati

Liggio, Criscione e Collura vengono assolti per insufficienza di prove. La sentenza diventa definitiva nel 1961.

1982

Assassinato il Prefetto Dalla Chiesa

3 settembre: Cosa Nostra uccide a Palermo il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa — lo stesso che aveva indagato sull'omicidio Rizzotto trentadue anni prima. La sua morte accelera la legge Rognoni–La Torre (416-bis).

2009

Ritrovamento dei resti

7 luglio: identificata la foiba a Rocca Busambra usata dalla mafia corleonese.

2012

Funerali di Stato

9 marzo: la Polizia Scientifica certifica l'identità dei resti. 24 maggio: funerali di Stato a Corleone con il Presidente Napolitano.